lunedì, Ottobre 21, 2019

Parlo molto, scrivo molto…

«Nessuna vocazione, non viene nessuno. Certo, la colpa è tutta mia. Parlo molto, scrivo molto… ma come sono lontano dalla santità che avrei dovuto raggiungere! Le parole suonano false e non hanno la forza di rinnovare gli animi, di accendere negli altri l’amore necessario al distacco. E tuttavia anche questo mio fallimento, il fallimento di ogni mia opera, non può e non deve essere motivo di scoraggiamento, ma di una fede più pura, di una speranza più grande.

Il nostro peccato non fa meno grande il suo amore».

Nel cuore di Dio, pag. 327,17 febbraio 1985

Un amante particolare…

Nostro Signore è veramente un amante particolare: non ci ama per le nostre doti, non per le nostre virtù: ciò che lo attira è il nostro peccato, perché da noi non può chiedere altro. Mentre quello che di positivo abbiamo, è Lui che ce lo dà.

Così è il vuoto e la miseria della nostra anima che attirano l’immenso amore di Dio.

Chiedere Dio a Dio, p. 93

Il senso del peccato (1980)

Se tu non avessi il senso del tuo peccato Gesù ti sarebbe estraneo, tu troveresti in te stesso la tua sufficienza.

È proprio nella misura che senti di essere povero che sei ricco; è proprio nella misura che ti senti indegno che Egli diviene colui che colma le tue deficienze.

Esercizi ad Arliano (LU), 15 giugno 1980

Basta che tu ti apra… (1980)

Noi dobbiamo essere sicuri, e dobbiamo esserlo realmente, che se Dio si è dato una volta per sempre, e si è dato senza pentimento, basta che l’anima tua s’apra ad accogliere il dono divino perché tutto sia tuo, ora e qui.
Anche se tu hai commesso qualche gravissimo peccato, basta che tu creda, che tu ti abbandoni; basta che tu ti apra in una speranza viva ad accogliere questo amore infinito che non suppone nulla in te se non il tuo pentimento. 

Ritiro a Firenze, 20 gennaio 1980