mercoledì, Dicembre 08, 2021

Solo un velo (1981)

Mi sembra veramente che solo un velo mi separi da Lui, non perché mi sento ‘santo’, ma perché la Sua realtà sembra già consumare ogni segno e imporsi nuda e assoluta al mio spirito.

In Cristo, diario, p. 84, 3 luglio 1981

Se non c’è più Dio… (1978)

Se non c’è più Dio, l’uomo viene distrutto. Non si fa altro che cercare di drogarlo in modo che l’uomo con questo non debba mai ripiegarsi sopra di sé e riflettere sul proprio destino; se egli non è amato, tutta la vita non ha più senso e l’uomo non ha più valore. Allora non solo la vita dell’uomo, ma anche l’avventura umana quaggiù perde ogni significato, ogni senso e non rimane che l’assurdo: non rimane che il vuoto.

Ritiro a Brescia, 22 dicembre 1978

Quando Dio si sente solo… (1958)

Che ogni giorno più sentiamo che, come lo sposo quando perde la sposa si sente solo, vedovo nel suo amore, così Dio senza ciascuno di noi debba sentirsi come solo, senza amore

Ritiro a Venezia del 26.12.1958

Prima dare, poi ricevere (1986)

Ricordiamoci che prima di ricevere il suo corpo e il suo sangue, siamo noi a dover invitare Gesù e a dare a Lui quello che siamo; non possiamo ricevere quello che Egli è se non diamo a lui quello che noi siamo. Prima dobbiamo dare a Lui il nostro peccato, poi possiamo ricevere la Sua santità.

Ecco perché l’inizio della Messa implica il rito della penitenza.

Esercizi spirituali a Muzzano (BI), agosto 1986

Perfino la bestemmia è preghiera… (1989)

A un Convegno sulla preghiera tenuto a Venezia dalla Fondazione Cini, c’era anche un monaco tibetano che cercava di dimostrare che la preghiera vera è il superamento di ogni rapporto, il puro silenzio, la pacificazione dell’essere.
No, miei cari fratelli: perfino la bestemmia è una preghiera… Quando i nostri cristiani bestemmiano, pregano meglio di quei monaci, perché almeno riconoscono che c’è un altro di fronte a loro.

Sacerdoti per la salvezza del mondo, p. 67

Perché Dio possa essere tutto… (1980)

Dio è per te quello che vuoi che Egli sia. Se tu sei soddisfatto di te stesso, se tu credi di valere qualcosa, non c’è posto per Lui, perché Egli deve essere tutto. E perché Egli possa essere tutto per te, bisogna che tu sia nulla, bisogna che tu nulla possegga, che tu nulla sia e ti apra a ricevere il dono del suo amore infinito.

Esercizi ad Arliano, 15 giugno 1980

Per te Dio vuole ancora di più… (1973)

Nessuna tua ambizione, nessun tuo desiderio può essere proporzionato alla vocazione che hai ricevuto. Dilata pure il tuo cuore, desidera infinitamente più di quello che desideri: Dio vuole ancora di più per te; Egli ti ha voluto, ti ha voluto per Sé e ha dato come fine al tuo cammino non una qualunque santità, ma Lui stesso, non una qualunque grandezza, ma la sua, non una qualunque gioia, ma la sua gioia infinita.

La legge è l’amore, II ediz., p. 26

Non offendere il Signore

Affermare che ci accontentiamo di andare in paradiso per la porta di servizio è offendere il Signore. Dio non si offende se gli chiediamo troppo, piuttosto se gli chiediamo poco.

Non dobbiamo chiedere in forza dei nostri meriti, ma in forza del suo amore, e il suo amore rimane infinito.

Chiedere Dio a Dio, p. 94

Murati nel buio (1946)

Nel terrore di poter rispondere a Dio gettandoci in quell’Abisso di luce che ci chiama e invincibilmente ci attrae, alziamo davanti a noi un muro ogni giorno più massiccio e più alto, eppoi ci lamentiamo di esser murati nel buio.

La fuga immobile, 17 settembre 1946, II ediz., p. 200

Liberi da ogni possesso per possedere Dio

Fintanto che avete dei meriti, fintanto che avete delle virtù, poiché avete qualcosa, non potete essere sante (…). Non dico che non dobbiate essere virtuose, ma che non dovete ritenere le virtù come vostre. Il possesso sia pure delle virtù è la misura che ponete al dono di Dio. Dio solo è santo! L’anima deve aprirsi a Lui, totalmente libera da ogni possesso, anche interiore.

Chi ci tiene alle sue virtù è già troppo ricco per possedere Dio.

Spiritualità carmelitana e sacramenti, II edizione, p. 288