domenica, Ottobre 25, 2020

La legge della carità (1961)

Per vivere la legge della carità, una legge di carità che non ci rende estranei a nulla, si impone di realizzare nella propria vita la vita dell’universo. Nulla di più, nulla di meno.

Io non posso accettare di essere semplicemente ‘io’; non lo posso, non lo voglio. In me tutto l’universo deve vivere e deve acquistare una voce. In me, in quanto io sono nel Cristo, tutto quanto l’universo diviene uno.

Adunanza a Firenze, 1° ottobre 1961

La gelosia (1989)

La gelosia dell’uomo! Ci sembra che quello che Dio dà agli altri lo sottragga a noi, e allora siamo gelosi della scelta di Dio.

Ma, se tu ami, quello che è dei tuoi fratelli è tuo, perché tu e i tuoi fratelli siete uno.

Ritiro a Firenze, 16 aprile 1989

L’amore che salva (1975)

 Ogni tuo giudizio esclude l’amore. L’amore è unità e deve trascendere ogni opposizione. Solo un amore che trascende ogni opposizione è un amore che salva; solo questo amore è l’amore di Dio.

Colui che si divide, si divide dall’Amore, si divide da Dio.

L’attesa, 16 aprile 1975 (II edizione, pag. 220)

Il perdono reciproco (1988)

Ricordatevi che l’amore fraterno è un amore che si dona in un perdono continuo, perché sempre abbiamo da perdonare gli altri come dobbiamo essere noi perdonati, ed è in questo perdono reciproco che veramente l’amore si incarna, come è nel perdono verso di noi che si è incarnato l’amore del Cristo.

Omelia a Siracusa, 13 marzo 1988

Il mio paradiso (1970)

Come Dio non può negarmi se stesso, così non può negarmi coloro nei quali e per i quali Egli mi si è fatto conoscere.

lo debbo tanto amarli da poterli salvare, ed è anche la loro salvezza il mio paradiso.

Per l’acqua e per il fuoco (diario), p. 49 (30 agosto 1970)

I nemici della Chiesa (1973)

Vi sono i nemici della Chiesa, ma non è la Chiesa che ha nemici; vi sono coloro che non l’amano e che vogliono separarsi da Lei, ma la Chiesa non può separarsi da alcuno.

Così il cristiano.

La legge è l’amore, I ediz., p. 73

Essere è amare (1990)

Nell’amicizia, nell’amore nuziale, nell’amore materno, l’uomo si apre all’altro. Non si chiude in se stesso, ma si realizza nel donarsi. L’essere, come in Dio, è amore. Tanto più sei, quanto più ti doni. Tu non possiedi che quello che dai.

Meditazioni sulle tre lettere di Giovanni, p. 57

Essere amore (1990)

Se veramente il nostro amore è espressione di una nostra partecipazione alla natura che abbiamo ricevuto da Dio in quanto suoi figli, il nostro amore è un amore libero, che si dona a tutti e a ciascuno, e si dona senza perché. Come diceva Simone Weil: uno smeraldo non può non essere verde. Così il cristiano non può non essere amore.

Meditazioni sulle tre lettere di Giovanni, Edizioni San Paolo 2013, p. 118

Essere accolti dai poveri (1956)

Oh, se i poveri sentissero di nuovo che noi siamo tutti al loro servizio! E non perché così acquistiamo il Paradiso, ma perché li sentiamo più grandi di noi, li sentiamo per diritto figli di Dio, mentre noi ci sentiamo soltanto ammessi per la loro carità (…).

Non sei tu che devi riconoscere fratello il povero; non credere di fare una grande degnazione se avvicini il povero. È il povero invece che deve farti la degnazione di sentirti fratello nella società dei poveri che è la Chiesa di Dio.

Ritiro a Casa San Sergio (FI), 14 ottobre 1956

Che cos’è la Comunità (1980)

Più che in voi stessi, voi siete in coloro che vi amano. Che il cuore di ciascuno di noi sia veramente come il luogo che tutti ci accoglie: tutti in ciascuno e ciascuno in tutti.

Ecco, miei cari fratelli, che cos’è la Comunità.

Esercizi spirituali a La Verna, 3-10 agosto 1980