domenica, Ottobre 25, 2020

I santi nascosti… e la grancassa (1986)

Noi abbiamo sempre una mentalità pagana e tendiamo a canonizzare chi sta in alto e non vediamo i santi che ci stanno vicino.

Per esempio, anche nella nostra Comunità ci sono delle anime che nessuno considera, stanche magari, avanti negli anni. Come dovrei gettarmi ai loro piedi! Sono anime che vivono veramente una loro mortificazione nei riguardi sia dei figli, sia della salute; per noi non hanno nessun peso, ma ne hanno uno grande di fronte a Dio.

Io sono una grancassa, forse non troppo stonata, ma sempre una grancassa; invece queste anime, che sono ai margini, sono il cuore della Chiesa e della Comunità.

Esercizi spirituali a Muzzano (BI), 2-6 agosto 1986

Fuori dal ghetto (1987)

Non chiudere la Chiesa in un ghetto: la sua tradizione è il fiume che raccoglie tutte le acque e le porta al mare. Quello che il passato ha consegnato al mondo e rimane vivo nella coscienza dell’umanità, tutto fa parte della sua tradizione.

Pensieri extra vaganti, n. 74

Essere Gesù (1957)

Noi risponderemo alla nostra vocazione nella Comunità se saremo Gesù; non saremo mai figli di Dio se non saremo il Figlio.

L’entrare nella Comunità è veramente l’impegno a trasformarsi in Cristo.

Ritiro a Firenze del 6 ottobre 1957

Come vorrei sparire! (1969)

Come vorrei, davvero, sparire anche per voi! Come io sento che sono d’impedimento alla vostra santità! Come io sento che, forse, sarebbe una grazia se Dio stesso mi togliesse di mezzo e voi potreste andare più direttamente al Signore!
Vi cullate di belle parole, come io mi cullo di bei discorsi. Quando veramente si incomincerà a vivere una nostra imitazione del Cristo? Quando si incomincerà a vivere veramente, con sincerità, alla sequela di Colui che ci ha insegnato soltanto una cosa: a morire di amore?

Esercizi spirituali a Greccio (RI), 9 Agosto 1969

Anime pie o donne di strada? (1968)

Dio non ci può amare finché vogliamo essere amati per qualche cosa, perché Dio non può amare che Sé: il suo amore, per essere vero, è necessario che sia gratuito.
È molto meglio essere delle pubbliche peccatrici, delle donne di strada, che delle anime pie, consapevoli di una loro virtù, soddisfatte di una loro giustizia.

La fede nell’amore, pp. 109-110

Crescere attraverso le crisi (1972)

Per arrivare ad essere uomini, bisogna passare attraverso le crisi della pubertà e della giovinezza. Anche la vita spirituale nel suo cammino sembra passare attraverso delle involuzioni.
Anche nella preghiera dal fervore si passa all’aridità: diveniamo aridi come una pietra, secchi come un legno secco. Non si riesce più a dir nulla, non si riesce più a pensare.
Siamo dunque perduti? Probabilmente, al contrario andiamo avanti: è così che si va avanti. In ogni vera crescita passiamo attraverso numerose crisi, perché la nostra vita interiore, la nostra stessa preghiera si possa approfondire, si purifichi, divenga meno legata al sensibile e più spirituale.

Introduzione ai salmi, p. 96

Ogni letteratura è sacra (1987)

Facendoci conoscere l’uomo a immagine di Dio, la grande poesia ci fa conoscere in qualche modo anche Dio.

Pertanto ogni letteratura ha carattere sacro: nella parola vera dell’uomo, parla anche Dio.

Pensieri extra vaganti, n. 35

Ha ragione Dostoevskij (1945)

Ha ragione Dostoevskij. Il tuo amore deve abbracciare tutto: tutto l’universo: tutta la creazione deve esultare in te nella pienezza della Vita divina. L’estasi non strappa alla terra, ma eleva con te la terra, nella luce di Dio – la trasfigura in Dio.

Il Cristianesimo vero ha sempre rinnegato un ascetismo manicheo che veda nella rinunzia e nel rinnegamento il suo fine. Il cristiano non può rinunziare a nulla, tutto è suo – e tutto egli deve portare con sé, elevare con sé fino a Dio, nell’amore.

La fuga immobile (diario), p. 145, 8 novembre 1945

Convertirsi leggendo Dostoevskij (1980)

Mi sono convertito perché ho letto Dostoevskij, e se non leggevo Dostoevskij a quest’ora non ero prete, ve lo dico schiettamente. A quest’ora sarei stato scrittore, poeta, quello che volete, ma non prete. E forse nemmeno cristiano.

Adunanza a Firenze, 6 gennaio 1980

Bach e Beethoven (parlare attraverso la musica) (1968)

La parola non è esclusiva al linguaggio articolato: …anche il suono, che non è linguaggio articolato, è espressione di umana intelligenza, anzi di genio. Si pensi la musica; non si vorrà certo dire che Bach o Beethoven non ci parlino attraverso la musica. La musica è un linguaggio che ha un contenuto umano d’intelligibilità, è espressione di vita spirituale; tanti anzi dicono che la musica è l’espressione più alta, più vera del mondo spirituale umano.

Vorrebbe dire allora che, il linguaggio articolato non esprime fino in fondo il nostro mondo interiore.

Adunanza a Firenze, 1° dicembre 1968