giovedì, Gennaio 20, 2022

Dio è presente nella sua assenza (1981)

Dio è presente nella Sua assenza e tu vivi l’unione con Lui proprio e soltanto in un desiderio che ti strappa a te stesso, ti spinge verso di Lui che resta sempre più inaccessibile. 

In Cristo (diario), p. 34 (31 marzo 1981)

Dio crea dal nulla (1974)

Dio, che è creatore, non può creare che dal nulla.
Ed Egli deve ridurti al nulla, se vuole vivere attraverso di te, se vuole operare attraverso di te.

Omelia a Casa San Sergio (FI), 24 dicembre 1974

Dio attende (1980)

Dio ti ama anche se tu non rispondi, ma non è vero affatto che non attenda la tua risposta. L’amore di Dio non ti costringe, rimane totalmente gratuito, ma proprio nella misura che ti ama, Egli attende.

Ti amerebbe davvero se non volesse il tuo amore?

Esercizi spirituali a La Verna, 3-10 agosto 1980

Dio ascolta la Sua parola (1989)

La nostra preghiera suppone un ascolto. Non tanto, né prima di tutto, parlare.
Dio infatti ascolta la nostra parola se è la sua parola, la riceve se in qualche modo è la parola stessa che Egli ci ha detto: il Verbo, il Figlio di Dio.

Sacerdoti per la salvezza del mondo, p. 66

Bontà umana e santità di Dio (1956)

Anche noi crediamo di essere amati soltanto nella misura delle nostre virtù, più o meno. In fondo, cerchiamo di esser buoni perché allora il Signore sarà buono con noi, ed è una bestemmia grande, perché se il Signore dovesse esser buono secondo le nostre virtù, non sarebbe prima di tutto mai buono e secondariamente, sarebbe abbastanza poco buono.

Che cosa volete che sia la nostra bontà di fronte alla santità infinita di Dio?

Ritiro a Venezia, 2-3 ottobre 1956

Amiamo Dio… o noi stessi? (1988)

Dio non esonera nessuno dalle difficoltà della vita, perché questo è il modo migliore per provargli che gli siamo fedeli.

Fintanto che Lui ci ricopre di dolcezze, di pace, è facile credere di amare Dio, ma in fondo non amiamo che noi stessi, la nostra tranquillità, il nostro benessere.

Ritiro a Bolzano, 23 ottobre 1988

Vivere la Quaresima (1959)

Vorrei esortarvi a vivere in questi giorni di Quaresima in più intimo raccoglimento, in una più continua preghiera. (…) Soprattutto sia in tutti più forte, più decisa, più ferma la volontà di rispondere a Dio, di non volergli negare cosa alcuna che Egli ci chieda, di non volere misurare quanto noi gli doniamo, ma di essere piuttosto contenti che Egli ci chieda ogni giorno di più e ogni giorno di più ci faccia simili a Cristo nella pazienza e nell’umiltà.

Circolare del 12 Novembre 1959, Ut sitis filii Patris vestri (I vol.)

Vivere il Natale (1994)

Noi dobbiamo vivere il Natale come rinnovamento non della Sua nascita, ma della nascita nostra in Cristo.

Che il Cristo nasca davvero in noi e, vivendo in noi, faccia della nostra natura umana lo strumento della Sua medesima vita.

Ritiro del 18 dicembre 1994 a Firenze

Pentecoste: aprirci al dono di Dio (1979)

In questo giorno solenne di Pentecoste… noi dobbiamo, come la Vergine, aprirci totalmente a questo Dono di Dio, accoglierlo in noi, perché tutta la nostra umanità sia attratta, assunta dal Verbo, divenga un solo corpo col Cristo e, vivendo, in una sola vita con Cristo Signore, tutta la nostra vita sia trasfigurata, divenga puro amore, amore per Iddio e amore per i fratelli.

Adunanza del 3 giugno 1979 a Firenze

Morte e risurrezione (1980)

Il cristianesimo qualche volta si è fermato troppo sulla crocifissione e sulla morte, anziché sulla resurrezione. Pensate un poco a tutta la spiritualità del 1700, ai Passionisti, a san Leonardo da Porto Maurizio che ha istituito la devozione della Via Crucis. Ma la Via Crucis non è una vera devozione cristiana.
La Via della croce non termina nella tomba: termina nella gloria, nella luce, nel trionfo della resurrezione. Non si può separare la morte dalla resurrezione, non si può separare la passione dalla gioia. Noi viviamo per la gioia, non viviamo per la passione (…). La passione è un cammino, non è la mèta.

Ritiro a Firenze, 20 gennaio 1980