giovedì, Gennaio 20, 2022

La risposta di Dio (1975)

La Resurrezione di Cristo è davvero la risposta all’ansietà di tutta l’umanità che vuol conoscere il senso della vita, che vuol sapere dove tende la storia del mondo, questa avventura cieca che l’umanità vive da secoli, da millenni senza sapere dove va.
La Resurrezione è la risposta di Dio. 

Triduo pasquale a Casa San Sergio, 27-30 marzo 1975

La nostra vocazione (1959)

Ognuno di noi è chiamato a vivere la vita di Dio: la nostra vocazione è questa. Non è quella di fare scuola, di mandare avanti il laboratorio, di lavorare in casa, di badare ai bambini; la nostra vocazione non è nemmeno la semplice preghiera.
La nostra vocazione è Dio stesso, è essere Lui, vivere Lui. 

Ritiro a Casa San Sergio (FI), 17 maggio 1959

L’oblio di se stessi (1973)

È proprio questo l’ultimo grado della vita spirituale: l’oblio di te stesso, come tu non fossi. All’inizio del cammino è come se Dio non fosse, non esiste che il mio egoismo, la mia ambizione, la mia sensualità! Dio è poco più che una parola.

Al termine invece Dio solo è, e l’uomo è come non fosse più, non vive più che di Lui.

La legge è l’amore, I ediz., p. 71-72

L’inferno e lo spiraglio (1980)

Non è Dio che ha creato l’inferno; è l’uomo che l’ha creato, perché essendo stato creato libero, è stato creato anche capace di rifiutarsi a Dio, di dire di no a Dio e di dirlo eternamente. Questo soltanto è l’inferno. 
Dio non condanna mai, non condannerà mai! Dio non potrà mai odiare! 
Egli è l’amore e attende soltanto che tu gli apra uno spiraglio. 

Esercizi spirituali a La Verna, 3-10 agosto 1980

L’inutilità di Dio (1970)

Per essere veramente l’Assoluto, per essere il nostro Dio, bisogna che sia inutile.
Non bisogna pretendere che Dio sia a servizio dei nostri esami, e nemmeno a servizio della nostra salute, perché altrimenti la nostra salute diventa il nostro Dio e Dio diventa un idolo del quale noi approfittiamo per ottenere la salute da Lui.

Esercizi spirituali a Venezia, 23 ottobre 1970

Essere santi (1994)

Esser santi non vuol dire esser delle anime pie, che facilmente son contente di sé e credono che la santità consista nella moltiplicazione degli atti di pietà, delle opere buone, e nulla di più.
Esser santi vuol dire morire e risorgere, vuol dire disfarci ed essere come nuovamente creati per un atto di Dio, vuol dire essere collaboratori di Dio a un’opera che è più grande della creazione medesima, perché suppone una riforma totale dall’intimo di un essere che il peccato ha devastato.

La preghiera. Lavoro del cristiano, p. 117

Egli è con voi… ma voi siete con Lui? (1988)

Cosa ha detto Gesù? “Io sono con voi sino alla consumazione dei secoli” (Mt 28, 20)… Vivete voi con Lui? Lo vedete quando andate a spasso? Vivete con Lui quando fate le faccende di casa? State con Lui quando svolgete la vostra professione?
Egli è con voi, ma voi siete con Lui? 

Ritiro a Bolzano, 23 ottobre 1988

Economia sacramentale (1958)

L’economia religiosa nella quale l’uomo vive rimane una economia sacramentale; se si toglie il segno, Dio stesso rimane impenetrabile all’uomo, inafferrabile allo spirito umano.

Ricordiamoci che Dio, nella sua intima vita, rimane puro mistero. L’anima lo vede, lo conosce, lo ama attraverso il segno, mediante il quale Egli a noi si rivela.

Esercizi a Ronco di Ghiffa (VB), agosto 1958

Docilità allo Spirito (1956)

Docilità allo Spirito: non intralciamo l’opera sua.
Anche le virtù possono essere d’intralcio: si cerca di far tanto bene per non far quello che il Signore vuole, che può esser anche meno, ma ci costa di più perché importa la nostra rinuncia. 

Ritiro a Settignano (FI), 15 luglio 1956

Dio sarà contento di me? (1975)

Quante volte mi è stato domandato: ‘Ma Dio sarà contento di me?’. Figlio mio, come vuoi che Dio sia contento di te? – ho risposto –. Dio si contenterebbe di troppo poco se dovesse contentarsi di te.
Dio non si contenta che di Se stesso. La cosa da domandarsi è piuttosto se noi siamo contenti di Dio, perché Dio non potrà essere contento di noi finché noi non saremo divenuti come Lui. Dio infatti sarà contento di te, quando sarai Dio, perché Dio non è contento che di Se stesso.

Le responsabilità dei preti, II ediz., p. 138