mercoledì, Aprile 24, 2019

Più santi, sì, ma… (1980)

La nostra vocazione è terribile perché può farci dei farisei, invece che farci somigliare a Gesù: dei farisei che si sentono puliti nei confronti degli altri che sono sudici, che si sentono buoni nei confronti degli altri che sono maledetti. È terribile questo! La nostra vocazione cristiana deve, sì, farci più santi, ma il farci più santi implica il crescere di un amore che, come ci fa una sola cosa con Dio, così ci fa una sola cosa con tutti gli uomini, cosicché io non posso sentirmi più diviso da alcuno.

Esercizi spirituali a La Verna, 6 agosto 1980

Il dovere della vigilanza (1975)

Miei cari fratelli, l’evoluzione, il progresso non è necessariamente solo in un senso; non è detto davvero che il tempo per sé realizzi un processo di bene. La libertà dell’uomo può mettere sempre in pericolo ogni acquisizione che l’umanità abbia compiuto, così come ognuno di noi può mettere in pericolo la propria salvezza, anche se per anni e anni è rimasto fedele al Signore

Le responsabilità dei preti, II ediz., San Paolo 2010, p. 76

Spiritualità d’élite? (1965)

Ogni spiritualità d’élite è anticristiana. Se la Comunità divenisse una chiesuola e noi stessimo a guardarci l’un l’altro, per benino, mantenendo lontani tutti coloro che non fanno parte della Comunità, praticamente non vivremmo più vita cristiana. Potremmo vivere una vita spirituale (spirituale in senso umano, non spirituale dallo Spirito di Dio), spirituale e nobile quanto si voglia, ma non più una vita cristiana (…).

Dio non ci santifica e non ci salva individualmente, ma in quanto siamo legati fra noi, perché Egli ha amato e ama un popolo che è la sua Chiesa. È la sua Chiesa che Lo conosce e Lo serve. Noi dunque Lo conosciamo e Lo serviamo in quanto facciamo parte di lei, in quanto, in qualche modo, ci identifichiamo a lei.

Ritiro a Casa San Sergio (FI), 17 gennaio 1965

Temere la santità… troppo santa (1959)

Dobbiamo temere della santità troppo santa, perché è difficile che non sia un vestito che l’anima si dona, è difficile che non importi un ripiegarsi su se stessi, un dare più peso a quel che appare all’esterno che a quello che realmente è.

I santi veri sono stati sempre difettosi.

Ritiro a Firenze, 15 febbraio 1959

Il pericolo di chiudersi (1957)

Tremendo impegno d’amore quello della carità fraterna! Il pericolo per noi può esser quello di crederci anime più impegnate delle altre e di contentarci di una unione stabilita fra noi, mentre questa unità fra noi è soltanto per darci più forza per amare.
La Comunità dei figli di Dio non è un’unità definitiva onde si possano escludere gli altri. Lo spirito di corpo è sempre una cosa che divide, e questo è il pericolo di tutti gli ordini religiosi: il pericolo di chiudersi.

Ritiro a Firenze, 21 luglio 1957

La frenesia della vita attiva (1964)

Conoscere Dio! Come è fiacco in noi il desiderio della divina visione, in noi che ci sentiamo così ciechi alle cose divine!
La frenesia della vita attiva è una giustificazione di un mondo che cerca di fuggire se stesso, cerca di contentare Dio, senza volerne vedere il Volto perché dispera di saperlo trovare, perché dispera di poterlo vedere. 

Verso la visione, p. 73

Non ci profanare! (1957)

“Non ci profanare”, dice la voce del ruscello, dice il colore di un tramonto, dice lo scrosciare della pioggia: “non ci profanare, noi tutti cantiamo il Signore”.

Sentite questo? Come spesso siamo superficiali e distratti! Come troppo spesso noi profaniamo le cose! Profaniamo questo universo perché non sentiamo attraverso l’universo questa divina Presenza, questo mistero di Dio che grava, che incombe, che è presente.

Ritiro a Viareggio, 16 gennaio 1957

I santi nascosti… e la grancassa (1986)

Noi abbiamo sempre una mentalità pagana e tendiamo a canonizzare chi sta in alto e non vediamo i santi che ci stanno vicino.

Per esempio, anche nella nostra Comunità ci sono delle anime che nessuno considera, stanche magari, avanti negli anni. Come dovrei gettarmi ai loro piedi! Sono anime che vivono veramente una loro mortificazione nei riguardi sia dei figli, sia della salute; per noi non hanno nessun peso, ma ne hanno uno grande di fronte a Dio.

Io sono una grancassa, forse non troppo stonata, ma sempre una grancassa; invece queste anime, che sono ai margini, sono il cuore della Chiesa e della Comunità.

Esercizi spirituali a Muzzano (BI), 2-6 agosto 1986