domenica, Agosto 18, 2019

Portare nel mondo la gioia della risurrezione (1996)

Ne I fratelli Karamazov Dostoevskij ci avrebbe voluto annunciare profeticamente il trionfo del bene nella missione e nella vita di Alëša, l’angelo che lo staretz Zosima, morendo, manda nel mondo, perché nel mondo possa dilagare la gioia della risurrezione pasquale. Alëša è immagine pura del Cristo: la bellezza spirituale, manifestata nel volto del Cristo, salverà il mondo, lo rinnoverà. Manca al romanzo la fine, ma già nel suo grandioso inizio lo scrittore vede conservata nel silenzio dei monasteri l’immagine viva del Cristo. Con la sua missione Alëša dovrà lasciare l’ombra dei chiostri per portare questa immagine nel mondo.

Dostoevskij. La passione per Cristo, pag. 222-223 (I edizione)

L’eterna gioia pasquale (1970)

La Resurrezione non è perché Cristo ci lasci, ma perché Egli possa rimanere così sempre con noi, con chiunque, in ogni momento. Con la Resurrezione, Cristo non è più condizionato dal tempo, dai luoghi, perché Egli è la presenza pura, Egli è la realtà della presenza immutabile, piena.

Così in ogni luogo, così in ogni tempo, così ogni anima può vivere questa comunione di amore con Lui. Ed è questa l’eterna gioia pasquale.

Ritiro a Casa San Sergio (FI), 25 aprile 1970