mercoledì, Giugno 26, 2019

Vivere negli altri (1957)

Debbo vivere negli altri più che in me; le gioie e le pene degli altri devono interessarmi più delle mie. Gandhi, quando il medico gli faceva delle medicazioni dolorose, continuava tranquillamente a parlare, perché il suo dolore gli era più lontano dei dolori di tutti.
Il modo di liberarci dei nostri dolori è di sentire quelli degli altri. 

Ritiro a Firenze, 21 luglio 1957

Un amore senza confini (1986)

La mia vocazione come cristiano mi impegna prima di tutto a vivere la missione di Gesù per la quale io non posso accettare di vivere in una comunità ristretta: “Si sta bene insieme, gli altri lasciamoli fuori”. Oppure: “Si sta bene nella Chiesa, gli altri – i musulmani, i comunisti – buttiamoli via!”.

No, l’amore di Dio, l’amore del cristiano non può conoscere limiti e confini, ma tutto deve abbracciare.

Esercizi spirituali a  Paestum (SA), giugno 1986

Solo l’esempio (1994)

Sono di nuovo a San Sergio (…). “… e non giudichi il suo prossimo”. Non so riprendere e vedo intorno a me tante cose da correggere, e sento di dover insegnare.

Ma solo il mio esempio può insegnare e correggere.

Figli nel Figlio (diario), 8 agosto 1994

Prima ancora (1956)

La Comunità non è soltanto un impegno ad ascoltare delle prediche o a dire certe preghiere – è un impegno di carità fraterna prima ancora di essere un impegno di recita di alcune preghiere. Perché in fondo la nostra unione con Dio non si realizza con la recita di alcune preghiere, ma nella carità.

Adunanza a Firenze, 6 gennaio 1956

La legge della carità (1961)

Per vivere la legge della carità, una legge di carità che non ci rende estranei a nulla, si impone di realizzare nella propria vita la vita dell’universo. Nulla di più, nulla di meno.

Io non posso accettare di essere semplicemente ‘io’; non lo posso, non lo voglio. In me tutto l’universo deve vivere e deve acquistare una voce. In me, in quanto io sono nel Cristo, tutto quanto l’universo diviene uno.

Adunanza a Firenze, 1° ottobre 1961

La gelosia (1989)

La gelosia dell’uomo! Ci sembra che quello che Dio dà agli altri lo sottragga a noi, e allora siamo gelosi della scelta di Dio.

Ma, se tu ami, quello che è dei tuoi fratelli è tuo, perché tu e i tuoi fratelli siete uno.

Ritiro a Firenze, 16 aprile 1989

L’amore che salva (1975)

 Ogni tuo giudizio esclude l’amore. L’amore è unità e deve trascendere ogni opposizione. Solo un amore che trascende ogni opposizione è un amore che salva; solo questo amore è l’amore di Dio.

Colui che si divide, si divide dall’Amore, si divide da Dio.

L’attesa, 16 aprile 1975 (II edizione, pag. 220)

Il perdono reciproco (1988)

Ricordatevi che l’amore fraterno è un amore che si dona in un perdono continuo, perché sempre abbiamo da perdonare gli altri come dobbiamo essere noi perdonati, ed è in questo perdono reciproco che veramente l’amore si incarna, come è nel perdono verso di noi che si è incarnato l’amore del Cristo.

Omelia a Siracusa, 13 marzo 1988

Il mio paradiso (1970)

Come Dio non può negarmi se stesso, così non può negarmi coloro nei quali e per i quali Egli mi si è fatto conoscere.

lo debbo tanto amarli da poterli salvare, ed è anche la loro salvezza il mio paradiso.

Per l’acqua e per il fuoco (diario), p. 49 (30 agosto 1970)

I nemici della Chiesa (1973)

Vi sono i nemici della Chiesa, ma non è la Chiesa che ha nemici; vi sono coloro che non l’amano e che vogliono separarsi da Lei, ma la Chiesa non può separarsi da alcuno.

Così il cristiano.

La legge è l’amore, I ediz., p. 73