lunedì, Giugno 24, 2019

Vivere di pura fede (1942)

L’uomo che vive di pura fede si è ridotto alla sua nudità e povertà di creatura sospesa, come per miracolo permanente, sopra l’abisso del nulla.

Non conosce più sostegni umani e si affida a Uno che non conosce, che non sente, che egli sa diverso, lontano.

La lotta con l’angelo (diario), pp. 114-115 (7 gennaio 1942)

Un fuoco che brucia (1964)

Vorremmo un po’ più di pace, vorremmo che Nostro Signore non ci disturbasse troppo; invece nella misura che l’amore divino ci penetra e ci investe, ci ferisce, fruga nelle più intime profondità dell’essere creato e sembra, via che la purificazione procede, che debba cominciare ancora; sembra, tanto più Egli ci brucia, che tanto più rimanga da bruciare.
Ecco perché i santi, ed erano santi, si sentivano peccatori al termine del loro viaggio più di quando l’avevano appena incominciato. 

Verso la visione, p. 96

Tu sei tutto (1973)

L’uomo vive Dio nel sentimento del tutto. Tu sei tutto. Dio è tutto; ma anche tu, se Dio è in te.

Nulla vi è al di fuori di te, più nulla tu puoi cercare, perché quello che cerchi è già in te, se Dio è in te.

La legge è l’amore, I ediz., p. 122

Solo un velo (1981)

Mi sembra veramente che solo un velo mi separi da Lui, non perché mi sento ‘santo’, ma perché la Sua realtà sembra già consumare ogni segno e imporsi nuda e assoluta al mio spirito.

In Cristo, diario, p. 84, 3 luglio 1981

Se non c’è più Dio… (1978)

Se non c’è più Dio, l’uomo viene distrutto. Non si fa altro che cercare di drogarlo in modo che l’uomo con questo non debba mai ripiegarsi sopra di sé e riflettere sul proprio destino; se egli non è amato, tutta la vita non ha più senso e l’uomo non ha più valore. Allora non solo la vita dell’uomo, ma anche l’avventura umana quaggiù perde ogni significato, ogni senso e non rimane che l’assurdo: non rimane che il vuoto.

Ritiro a Brescia, 22 dicembre 1978

Quando Dio si sente solo… (1958)

Che ogni giorno più sentiamo che, come lo sposo quando perde la sposa si sente solo, vedovo nel suo amore, così Dio senza ciascuno di noi debba sentirsi come solo, senza amore

Ritiro a Venezia del 26.12.1958

Prima dare, poi ricevere (1986)

Ricordiamoci che prima di ricevere il suo corpo e il suo sangue, siamo noi a dover invitare Gesù e a dare a Lui quello che siamo; non possiamo ricevere quello che Egli è se non diamo a lui quello che noi siamo. Prima dobbiamo dare a Lui il nostro peccato, poi possiamo ricevere la Sua santità.

Ecco perché l’inizio della Messa implica il rito della penitenza.

Esercizi spirituali a Muzzano (BI), agosto 1986

Perfino la bestemmia è preghiera… (1989)

A un Convegno sulla preghiera tenuto a Venezia dalla Fondazione Cini, c’era anche un monaco tibetano che cercava di dimostrare che la preghiera vera è il superamento di ogni rapporto, il puro silenzio, la pacificazione dell’essere.
No, miei cari fratelli: perfino la bestemmia è una preghiera… Quando i nostri cristiani bestemmiano, pregano meglio di quei monaci, perché almeno riconoscono che c’è un altro di fronte a loro.

Sacerdoti per la salvezza del mondo, p. 67

Perché Dio possa essere tutto… (1980)

Dio è per te quello che vuoi che Egli sia. Se tu sei soddisfatto di te stesso, se tu credi di valere qualcosa, non c’è posto per Lui, perché Egli deve essere tutto. E perché Egli possa essere tutto per te, bisogna che tu sia nulla, bisogna che tu nulla possegga, che tu nulla sia e ti apra a ricevere il dono del suo amore infinito.

Esercizi ad Arliano, 15 giugno 1980

Per te Dio vuole ancora di più… (1973)

Nessuna tua ambizione, nessun tuo desiderio può essere proporzionato alla vocazione che hai ricevuto. Dilata pure il tuo cuore, desidera infinitamente più di quello che desideri: Dio vuole ancora di più per te; Egli ti ha voluto, ti ha voluto per Sé e ha dato come fine al tuo cammino non una qualunque santità, ma Lui stesso, non una qualunque grandezza, ma la sua, non una qualunque gioia, ma la sua gioia infinita.

La legge è l’amore, II ediz., p. 26