mercoledì, Settembre 29, 2021

Ordinazione sacerdotale di Charbel

p. Charbel

Il fratello di vita comune Charbel ordinato sacerdote sabato 3 luglio, alla Madonna del Sasso.

Siamo contenti che un fratello della Comunità venga ordinato sacerdote nel Santuario che ormai consideriamo “nostro”. Ci uniamo a lui nella preghiera per questo grande dono che tutta la Comunità riceve.

Il giorno dopo, domenica 4 luglio, sempre al Santuario della Madonna del Sasso, ha celebrato la prima santa Messa solenne.

Ringraziamento di p.Charbel

4 luglio prima santa Messa celebrata da p. Charbel

Grazie a voi fratelli e sorelle in Comunità, anche a tutti quelli che ricevono il nostro Notiziario, per aver pregato per me nei preparativi in vista della mia Ordinazione sacerdotale. È stato conveniente stare un po’ all’eremo della Santissima Trinità della Fornace per dedicarmi di più alla preghiera, al raccoglimento prima del grande giorno. P. Benedetto si è reso disponibile ad accompagnarmi per tenere questo mini corso di esercizi spirituali. Il testo sul quale abbiamo meditato è stato il libro del Padre “Sacerdoti per la salvezza del mondo”. È stato bello.

4 luglio prima santa Messa celebrata da p. Charbel

Vi confesso che non mi è passata l’emozione, lo stupore provocato dalla grande gioia del sacerdozio anche se sono passati quattro giorni. In ogni modo, come hanno detto molti, ci vuole una vita intera per percepire e contemplare il mistero di essere stato scelto per servire il Signore nella Chiesa come monaco e sacerdote.

Non potendo rispondere ai vari messaggi telefonici o per posta elettronica ed essendo alla vigilia della mia partenza per il Benin insieme a p.Benedetto e sr. Marie Madeleine, vorrei dirvi un profondo grazie per l’affetto, per i vostri doni e offerte, per la vostra presenza ma soprattutto per le vostre preghiere.

Imploro su tutti voi le grazie e le benedizioni del Signore.

Spero di potervi rivedere prima o poi quando sarò tornato dal Benin.

4 luglio prima santa Messa celebrata da p. Charbel

Foto di sabato 3 luglio 2021 Orinazione sacerdotale fr. Charbel

3 luglio 2021 video dell’ Ordinazione Sacerdotale di fr. Charbel

L’APERTURA DELLA CAUSA DEL PADRE

Sabato 25 settembre alle ore 16.00, nella basilica fiorentina della SS. Annunziata, la Comunità intera, in profonda comunione con la Chiesa fiorentina, vivrà la grazia dell’apertura della Causa di beatificazione del nostro Padre fondatore. Momento intensamente atteso da anni, ci ha visto impegnati in costante e fiduciosa preghiera quotidiana. La celebrazione di questo importante evento ecclesiale pubblico, che quindi comporta la partecipazione dei fedeli, comprenderà il canto dei Vespri nella memoria di san Sergio di Radonež, presieduti dall’Arcivescovo di Firenze, il Cardinal Betori, la prima Sessione dell’Inchiesta finalizzata ai giuramenti di tutti gli Officiali della causa che si impegnano ad adempiere con fedeltà il loro incarico e a mantenere il segreto d’ufficio.

Anche i membri della Commissione Storica, nominati dall’Arcivescovo, e che avranno il compito di studiare tutti gli scritti ancora inediti del nostro Padre, come pure tutti e singoli i documenti storici riguardanti in qualunque modo la sua storia, saranno coinvolti in questo momento solenne e denso di speranza. Da quel momento potremo appellare il nostro Padre “Servo di Dio” , e per invocare la sua intercessione ci sarà un’unica formula di preghiera, proposta dalla Postulazione e approvata dall’Arcivescovo.

Questa preghiera sarà distribuita a tutti e sarà nostro impegno diffonderla a un raggio di massima ampiezza anche al di fuori della nostra Famiglia religiosa. Se tanto si è pregato in questi anni di preparazione della Causa, ancor più pregheremo durante lo svolgimento dei relativi lavori, che vedranno tanti testimoni deporre la loro testimonianza giurata davanti al Tribunale e, in contemporanea, i membri della Commissione Storica scavare profondamente nel materiale raccolto e custodito nell’Archivio a Settignano.
Ci sentiamo già sin d’ora accompagnati da don Divo stesso e dai tantissimi fratelli e sorelle di Comunità, che già hanno concluso il loro cammino terreno e non potranno che sostenerci con la loro vicinanza nella preghiera e nell’impegno religioso che vien chiesto a noi tutti da una grazia così grande.


p.Agostino

Incontro referenti e responsabili formazione voti – Lecceto 2017

È a disposizione il libretto “INCONTRO REFERENTI E RESPONSABILI FORMAZIONE VOTI – LECCETO 2017”. Il testo contiene la meditazione di p. Paolo Radice “La paternità spirituale del Referente voti e del Responsabile Formazione Voti” e la meditazione di Vito di Ciaula “Il testamento spirituale”.

S. Messa di insediamento di p.Agostino come nuovo padre generale

“A 15 anni dalla morte di don Divo Barsotti, la Comunità dei figli di Dio ha celebrato l’insediamento e l’inizio del mandato del nuovo Padre generale (in termini tecnici, secondo lo Statuto: “Moderatore generale”), padre Agostino Ziino. Padre Agostino è un consacrato della prima ora, avendo conosciuto don Divo Barsotti nella sua città, Palermo, quando egli era un ragazzo, ancora lontano dall’idea del sacerdozio e della vita religiosa. Si consacrò poi nella Comunità (I ramo) non ancora ventenne, e dopo aver vissuto alcuni anni del sacerdozio come parroco, poi ha chiesto e ottenuto di poter entrare nella vita comune della CFD nei primi anni ’90. La Messa di passaggio tra il Padre generale precedente, padre Benedetto, e il nuovo è avvenuta nella basilica della Santissima Annunziata, a Firenze, dove, tra le altre cose, si celebrò il funerale del Padre Fondatore don Divo Barsotti.

Le norme restrittive dovute all’emergenza sanitaria non hanno permesso che tutta la Comunità potesse gioire, di presenza, a questo avvenimento, ma attraverso la registrazione possiamo comunque vivere e rivivere questo momento fondamentale della vita della nostra Comunità. Un passaggio di ruolo è sempre segno di vitalità: la vita continua, si rinnova, viene portata avanti giorno per giorno, con energie nuove che affermano e rinnovano un carisma già comunicato da anni, perché generazione per generazione la Comunità sia fedele al suo mandato. Auguriamo a padre Agostino ogni bene, gli assicuriamo tutta la nostra preghiera, invochiamo su di lui la benedizione del Cielo, l’intercessione di tutti i santi del Paradiso, perché il Signore faccia di lui un docile strumento nelle sue mani”.

p. Serafino Tognetti

15° anniversario della morte dell’uomo di Dio don Divo Barsotti e insediamento di p. Agostino

Non ti separare…

Dio solo e Gesù crocifisso, 1985, pp. 56-58

Noi viviamo con Cristo una sola vita e la nostra vita è la lode del Padre, è la salvezza del mondo. Se il Figlio di Dio è la lode sostanziale del Padre, tu dovrai essere la lode della sua grazia. (…) Ma Cristo è anche l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo. Noi dobbiamo essere la lode di Dio, perché siamo una sola cosa col Verbo incarnato, ma dobbiamo essere anche una sola cosa con tutti gli uomini perché siamo una sola cosa col Cristo Salvatore del mondo. Cristo è la santità di Dio e Cristo ha preso su di sé il peccato del mondo.

Questa è la vita paradossale del cristiano. Paradosso supremo: nel tuo amore, in Cristo, devi realizzare l’unione con Dio e con gli uomini peccatori, devi vivere la santità di Dio e rispondere per tutti i peccati del mondo. Non puoi dividerti da un solo peccatore: se ti dividi da un solo peccatore, ti dividi da Cristo. Essere uno col Cristo significa essere in Lui la lode di Dio e insieme l’Agnello che porta il peccato del mondo. Questo è divenuto il Cristo nella sua morte di croce.

Fino alla sua morte non aveva assunto il peccato; aveva assunto la nostra natura, ma non il peccato degli uomini. Nell’istante medesimo in cui ha assunto la responsabilità dell’universale peccato, si è rovesciato su di Lui il castigo di tutti i peccati, ed è morto. In quell’atto di morte Egli ha rivelato il suo amore, un amore più grande di tutti i peccati. Per questo, nella sua morte è divenuto il Salvatore di tutti. Vuoi tu dividere la tua responsabilità dalla responsabilità dei fratelli che ami? No. Allora anche tu devi assumere il peso di questi.

Si coltiva troppo il nostro piccolo giardino: si ricorda soltanto di aver mancato perché ci siamo distratti nella preghiera … Non ti separare dal peccato del mondo! Senti come tuo il peccato di tutti, perché tutti sono uno con te: nel tuo amore, tu devi salvarli.

Il peccato divide l’uomo da Dio, divide gli uomini fra loro; ma il tuo amore in Cristo deve superare il loro peccato e salvarli: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,34). Questo è l’amore: gli uomini possono volersi dividere dal Cristo, odiarlo, ma il Cristo non si divide da alcuno. Il Cristo li abbraccia tutti nella sua misericordia e nel suo amore.

E abbracciare tutti nell’amore e nella misericordia significa per Cristo divenire responsabile di tutto il peccato del mondo dinanzi al Padre. Per questo Egli deve subire l’esperienza dell’abbandono del Padre, divenire come il peccato vivente. Lo dice san Paolo: “Egli divenne peccato” (cfr. 2Cor 5,21). Non perché abbia peccato, ma perché, assumendo tutti i peccati, di tutto il male Egli diventa responsabile di fronte a Dio.

Maddalena (di Canossa) ebbe questo amore. Nelle Memorie essa dice che vorrebbe rimanere in purgatorio per tutta la vita, pur di salvare tutte le anime. E voi, che cosa avete fatto, che cosa fate? A che ‘pro’ tutte le opere, se poi le anime che avete conosciuto dovessero andare all’inferno? La carità suprema verso il prossimo non potrà essere che la loro salvezza. Tutto quello che fate, ogni opera, è in ordine alla salvezza: senza questa tutte le opere precipitano nel nulla, vanno in fumo. Se dopo aver fatto tanto, le anime vanno all’inferno, quale bene avete procurato?

La carità è in ordine a questa salvezza. Come ha fatto Gesù Crocifisso: Egli ha amato, ma solo nella sua morte ha salvato, perché nella sua morte ha assunto il peccato dell’universo. Vi siete consacrate a Dio perché nessun uomo possa essere separato da voi. Non soltanto dovete abbracciare tutti i bisogni umani; dovete ancora essere consapevoli di tutti i peccati del mondo. Non dovete ritrarvi di fronte al peccato: nostro Signore non si ritrasse quando la Maddalena si gettò ai suoi piedi. Non dovete dividervi, non dovete condannare. Ogni condanna del prossimo è la vostra condanna, perché ogni condanna suppone una divisione, e una divisione anche dall’ultimo dei peccatori, è divisione da Cristo.

Finché l’uomo non è morto, è sempre chiamato alla redenzione. Il Cristo è morto per lui, si è identificato con lui per assumere il suo peccato, il suo dolore, la sua sofferenza, la sua umiliazione. Tutto quello che è proprio di ogni uomo deve essere tuo. La carità deve farti una cosa con tutti e non ti chiede, per questo, meno della tua morte.