mercoledì, Dicembre 08, 2021

Tutto è alienante se…

«Come più intelligente e più vera la concezione platonica di quella che vorrebbe oggi sostituirla! In realtà non la preghiera è alienante, non la vita religiosa, ma la vita del mondo, ma ogni rapporto con le cose e con gli uomini, se questo rapporto non ti riconduce, nel tuo intimo, a Dio.
Alienante mangiare, bere, dormire – alienante ogni lavoro, ogni avvenimento nel quale tu sei coinvolto, alienante perfino l’amore umano. Tutto ti allontana dal tuo intimo centro, e non ti riconduce a te stesso. Solo nell’atto in cui ti incontri con Dio, ti incontri anche con te».

In Cristo. Diario, 4 marzo 1981, pp. 21-22

Osare l’impossibile

«Dobbiamo capire che la fede è sempre un miracolo, ed esige da noi il superamento di ogni timore e la sicurezza nella potenza di Dio che vive nei nostri cuori. Sarebbe davvero non solo ingenuo, ma anche colpevole, pensare che vi possa essere in noi una capacità di compiere quello che umanamente parlando è impossibile all’uomo. E tutto quello che Dio ci chiede è quello che è impossibile all’uomo.
Ogni cristiano deve osare l’impossibile, e non solo può, ma è obbligato a osare, se crede in Dio».

Circolare del Notiziario, settembre 1999

Molto… o poco?

«Ci sembra di far molto? È a Dio che dobbiamo rispondere, a un Amore infinito: tutto quello che noi possiamo fare sarà sempre poco se noi sentiremo davvero che la nostra vita dev’essere una risposta personale a un Amore infinito che ci ha voluti per Sé».

Meditazione sulla preghiera a Gesù (1994), p. 10

L’uomo non può separarsi dagli altri

«Io non sono nel Cristo se non sono una sola cosa con tutti. La prima cosa richiesta alla preghiera cristiana è lo spirito di universalità. Nulla è più contrario al cristianesimo che il sottrarsi alla presenza degli altri. Tu e gli altri siete una cosa sola. Una dei caratteri fondamentali della vita cristiana è questo: l’uomo non può separarsi dagli altri».

La preghiera cristiana (1970), p. 2

La vera conoscenza di Dio

«L’uomo non potrebbe conoscere Dio se non nella misura che in Lui è trasformato. Ogni altra conoscenza di Dio tende per sé a trasformare Dio nell’uomo, a proporzionare Dio alla povertà della creatura, alla piccolezza dell’uomo».

Cento pensieri sulla conoscenza di Dio, n. 79 (pag. 85)

La vera e ultima Pasqua

«(…) La festa di Pasqua è certo il ricordo sacramentale della morte e della resurrezione del Cristo, ma quel mistero non potrebbe essere celebrato se noi non anticipassimo anche la fine e la resurrezione di tutte le cose, la vera Pasqua, la Pasqua ultima, definitiva, quando intorno alla tavola di Dio si raccoglieranno tutti gli uomini, di tutte le stirpi, di tutti i tempi, per vivere la gioia pura, immensa di una loro comunione con Dio».

La presenza del Cristo, p. 175 (I edizione)

Uno che sa scrivere…

«Uno che sa scrivere, sa darla ad intendere. Ve lo dico io che scrivo tanto: dai miei libri sembra che io sia chissà chi, poi quando mi si conosce, ci si accorge chi sono: un pover’uomo. Non vogliamo certamente ingannare, ma siamo portati naturalmente e quasi senza accorgercene a farci belli con le belle frasi e i bei discorsi».

Dio solo e Gesù crocifisso (1985), p. 15